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Dopo l’incontro con le guide ci si trasferisce al passo
della Cantoniera, che unisce la valle del Marecchia (Romagna) con quella del
Foglia (Marche). Dopo aver parcheggiato le auto si raggiunge il “Ranco del
Cerro”, a quota 1000 msm e si dà inizio all’escursione.
Si attraversa la grande distesa di cerri - una vera foresta – denominata
“Macchia del Sasso” e ci si accorge che oltre ai cerri vi sono tanti faggi,
carpini bianchi e molti erbe e fiori tipici delle faggete e più in generale
degli ambienti in quota. Questo perché in origine il bosco doveva essere un
abieti faggeto, che in seguito a tagli ripetuti ha visto il degradarsi del suolo
e il cerro, tra le piante montane, è quello che resiste meglio in terreni
argillosi come questi. Il sentiero prosegue senza punti di riferimento se non
quelli offerti dai segnavia bianchi e rossi e dal sentiero stesso, fatto che
impone all’escursionista la sensazione di essere dentro ad una vera, grande
foresta.
Dopo un po’ si raggiunge una sella posta tra i due sassi (Simone e Simoncello),
che da qui sono entrambi visibili, visto che i faggi qui si diradano. Si entra
quindi in toscana (Arezzo) e si scende sul versante ovest, attraversando la
colossale colata di massi che, staccandosi dal Sasso Simone, scivolano nel tempo
sulle argille formando una specie di singolare “fiume di pietra”.
Poi si sale sulla strada Medicea fino alla Città del Sasso, un abitato voluto
dai Medici nel rinascimento, quale avamposto per l’allargamento ad est dei
confini di Firenze, ritenuti angusti. Ci si aggira tra le affascinanti macerie e
si sale sotto la croce posta in mezzo all’altopiano del Sasso Simone,
perfettamente piatto e dirupato su tutti i lati. Alle 13,30 pranzo al sacco tra
i frassini.
Poi giro dell’altopiano con possibile e ( e prudente) vista sullo strapiombo.
La marcia di ritorno e breve ma affascinante. Si passa sugli immensi calanchi di
argille colorate che sovrastano “Case Barboni” dove l’escursione termina. Da qui
si torna alle auto con l’ausilio dei mezzi dell’organizzazione.
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