|
Trasferimento nella valle del Auro (Parchiule) e al
valico che divide il bacino del Metauro dalla Valmarecchia.
Inizio escursione tra boschi misti di cerro e di faggio. Il percorso si snoda
tra boschi cedui dapprima, ma poi tra fustaie alternate a pascoli montani
pianeggianti, in un contesto di vegetazione “a parco”, simile ad un ordinato
susseguirsi di giardini. Si raggiunge la Grotta della Tabussa (“tana bussa”,
cavità), nascosta tra la vegetazione. A piccolissimi gruppi è possibile entrare
nella suggestiva e inaspettata caverna, avendo cura di coprirsi perché
all’interno l’aria è molto fresca.
Si tratta di una cavità nella quale si nascondevano i briganti, in particolare
la banda di Stefano Pelloni, in tutta la Romagna chiamato “il Passatore”. Si
tratta in effetti di un luogo “remoto” in cui non era difficile nascondersi
bene. Anche i sentieri che stiamo percorrendo quindi sono quelli che venivano
abitualmente usati da questi gruppi, che usavano le “alpi” come base di partenza
per incursioni che compivano però in zone ben più abitate, in pianura.
Dopo la visita della caverna, che è dovuta ad una dislocazione di massi di
arenaria, tipici dell’Appennino Settentrionale, e che quindi non presenta il
classico concrezionamento tipico delle caverne calcaree. Ma è comunque di grande
suggestione per l’ambiente molto particolare e per gli aspetti storici.
|